Bollicine curiose della dame… con Alberto Lupetti

La Dame du Vin oggi è attratta da un personaggio molto particolare, un uomo che ha fatto dello champagne e della Champagne una delle sue ragioni di vita.
Non ama apparire troppo ed è una persona che va direttamente al punto, non si perde tanto in chiacchiere. Lui degusta e si esprime, e la sua memoria olfattiva nasconde tanti segreti…
Il personaggio è Alberto Lupetti, uno dei piu’ grandi esperti e conoscitori di champagne in Europa. Autore della guida “Grandi Champagne 2012” e del blog Le mie bollicine.
Copertina guida champagne
Per soddisfare le sue Bollicine Curiose, la Dame lo ha incontrato per porgli alcune domande alle quali Alberto ha accettato volentieri di rispondere in modo sincero.
Prima pero’ sono riuscita a mettere in fresco un paio di bottiglie, non si sa mai che possa venire sete durante l’intervista!
Ecco il quadro che ne scaturisce:

1) Alberto, nel mondo dello Champagne e nella Champagne sei una persona molto conosciuta ormai. Come ti sei avvicinato a questo mondo particolare?
Lo champagne ha sempre esercitato un grande fascino su di me e, in proposito, ho ricordi di tempi non sospetti (mi riferisco agli anni ’80, quando per me il vino era in piena scoperta) quando suggellavo le ricorrenze importanti con Dom Pérignon e Krug Grande Cuvée.
Poi, una quindicina di anni fa, nell’ufficio di un caro amico rappresentante di vini su Roma, abbiamo iniziato a vederci periodicamente in 4-5 e portare ciascuno una bottiglia di champagne.
Da lì l’idea di specializzarmi in champagne e scriverne, sia perché mi resi conto che tanti, tutti, scrivevano di vari vini ma non di champagne, sia perché champagne è una parola notissima, però al di là della parola stessa si sa pochissimo…

2) Lo Champagne che ti ha emozionato di piu’?
Citarne uno solo è impossibile, quindi faro’ diversi nomi:
Moët Vintage 1921, Dom Pérignon Œnothèque 1973, Dom Pérignon Œnothèque 1990, Krug 1928, Cristal Rosé 1976, Roederer Blanc de blancs 1990, Veuve Clicquot magnum 1947 e Rosé 1955, Vilmart Cœur de Cuvée magnum 1993.
Poi fa storia a sé il Perrier-Jouët 1825.
Ecco, facendo uno sforzo mi limito a questi, anche se dovrei aggiungerne almeno altri 7-8, però diciamo che questi non li dimenticherò mai, sperando di non aver offeso nessuno…

.No caro Alberto, non hai offeso nessuno ma sto morendo di gelosia e invidia nel sentire cosa sei riuscito a degustare..

3) Lo Champagne del cuore?
Ahi, vuoi proprio mettermi in difficoltà allora!
Anche stavolta te ne direi più d’uno, ancora delle maison appena citate, ma visto che mi metti alle strette e devo proprio dirtene uno e uno solo, beh, allora ti dico Dom Pérignon Œnothèque.
Se invece parliamo di maison nella sua interezza, beh, ho pochi dubbi: Louis Roederer. Ritengo sia una maison perfetta perché non sbaglia uno champagne, sono tutti eccellenti, dal Brut Premier al Cristal Rosé!

.Moto di contentezza della Dame che è riuscita a far sbilanciare l’Uomo tutto d’un pezzo e mille bollicine!.

4) Quale tipo di champagne preferisci?

Bianco innanzitutto, e piuttosto maturo, ma dotato di una bella acidità.

.Sobbalzo…ha i miei stessi gusti!.

5) Come si fa a scoprire nuovi champagne e a capire che siano buoni?

In Champagne ci sono oltre 4.700 produttori imbottigliatori, quindi hai voglia a etichette da scoprire!
In proposito, spesso vale il passaparola, di amici italiani o francesi, ma anche degustazioni casuali.
Mi viene in mente un anno quando il CIVC (Comité Interprofessionel du Vin de Champagne, sede a Epernay) mi accompagnò in visita da Collard-Picard, che proprio non conoscevo.
Beh, fu una piacevolissima e inaspettata scoperta.
Oppure ricordo quando Valentina di “Lungo la via Francigena” mi portò dallo sconosciutissimo Guy De Forez, poi rivelatosi straordinario.
Invece, per capire se questi champagne “scoperti” siano buoni o meno, beh, il solo modo è l’assaggio!
Ritengo, però, che le eccellenza siano già state tutte “scoperte” e che di buoni ce ne possano pure essere ancora da scoprire, ma non facciamoci illusioni, non sono molti. Attenzione, infatti, a non far passare il messaggio che la novità, il nome sconosciuto, il diverso dalla massa sia buono solo perché tale…

.In guardia quindi, non innamoriamoci “d’amblé” degli sconosciuti e da loro non accettiamo né caramelle, né tantomeno champagne senza un’analisi approfondita..

6) Perché alcuni champagne costano 15 Euro? Sono comunque buoni?

Il discorso è complesso e immagino che tu non ti sia riferendo a quelle promozioni, anche a firma di grandi maison, che periodicamente si vedono nella grande distribuzione in Francia…
Ad ogni modo, 15 Euro per una bottiglia è un prezzo che riguarda solo il mercato francese, salvo rarissime eccezioni.
Come si arriva a questo prezzo?
Produzione di tradizione familiare di piccole realtà al limite dell’artigianalità (champagne de propriétaires), quasi sconosciuti al grande pubblico e che vendono direttamente.
Poi che questi siano buoni champagne o meno ne possiamo parlare, ma in linea di massima quelli degni di nota sono davvero pochi.
Infine, su questa fascia di prezzo, ci sono da considerare i numerosi MA (Marque d’Acheteur), quindi champagne solitamente destinati alla Grande Distribuzione e prodotti da terzi, molto spesso con un’elevatissima percentuale di taille…

.Nota della Dame:
la “taille” è la quantità di mosto data dalla seconda pressatura delle uve successiva alla prima, in cui, da 4000Kg di uve si estraggono 2050 lt di mosto fiore (cuvée), utilizzato per gli champagne con piu’ carattere, e il resto, circa 500lt, chiamata taille per gli champagne di cui parla Alberto.
.

7) E’ giustificato il costo di alcuni champagne a 1000 Euro?

È giustificato il costo di una bottiglia di Pétrus o di Romanèe-Conti?
Penso dunque che il discorso non si possa fare perché le variabili in gioco sono numerose, a cominciare dalla possibilità di spesa e dalla soggettività del singolo.
Mettiamola così, allora: se mi dessero 2.000 Euro da spendere solo in champagne acquisterei un paio di bottiglie di vecchie annate riproposte come “Œnothèque” piuttosto che una o due di particolari ed esclusive cuvée.

8) A casa bevi champagne?

Ma certo, ci mancherebbe!
Oltre alle bottiglie che devo recensire, ne stappo per piacere perché non vedo niente di meglio per accompagnare qualche piatto gustoso o rilassarsi in giardino.
.
Non oso nemmeno immaginare cosa beve per i suoi momenti bucolici….mi fa paura.
.

9) Gli italiani sanno bere champagne?

Pochi e sono soprattutto gli appassionati.
Per il resto c’è una forte necessità di fare cultura perché di storture se ne vedono ancora tante, troppe.
A cominciare dalla tendenza del grande pubblico di mettere insieme in un unico calderone tutti i vini con le bollicine, chiamandoli invariabilmente “prosecco” (sic…), “champagne francese” (sic, sic…) o “champagne italiano” (sic, sic, sic…) e poi scegliere quello che costa meno.
Per carità, non fraintendermi, non voglio dire che attorno ad una bottiglia di champagne sia necessario creare un’aurea di sacro misticismo, però lo champagne andrebbe conosciuto meglio e rispettato.
Il costo rappresenta certamente una barriera di ingresso, ma ci siamo mai fatti due conti? Allora, in una buona bottiglia ci stanno 1,5 Kg di uva, che costa in media 6 euro al chilo. Quindi sono 10 euro solo di uva, poi vanno aggiunti il vetro, il tappo, il lavoro manuale, il fermo capitale (minimo tre anni in cantina) e, nel caso nostro, i costi di importazione e distribuzione.
Allora, siamo ancora sicuri che lo champagne sia costoso?
.
Il ragionamento non fa una grinza…me l’avesse fatto quando ero ancora single, e lui pure, l’avrei magari sposato!!!
.

10) Uno champagne da regalare ad una donna?

Le donne non hanno tutte gli stessi gusti…e il bello dello champagne è che ha talmente tante sfaccettature da appagare alla fin fine chiunque.
Non potrò mai farti il nome di uno champagne universale per le donne perché non esiste. Ma se dovessi regalare una bottiglia a una donna che non conosco avrei pochi dubbi:
Dom Pérignon Rosé.
È un rosé poco rosé, elegante, fine, piacevolissimo e – ahimè – costoso.
.
Ecco c’è sempre un ma……comunque uomini, voi che leggete, tenete a memoria.
.

11) Con chi, fra i produttori di champagne che conosci, vorresti passare una serata bevendo?

Con Claude Giraud (Maison Henri Giraud), perché poi finiremmo a parlare di sigari Avana. Ma anche con Richard Geoffroy (Maison Dom Pérignon) a parlare della vita…

12) Le regole dell’AOC Champagne sono sufficienti per garantire una buona qualità fra i produttori?

Credo di sì, e per diversi motivi.
Innanzitutto i francesi sono molto bravi a fare disciplinari intelligenti ed evitare le follie dei nostri; poi parliamo di regole che valgono come base minima, quindi ogni produttore tende, in linea di massima, a muoversi su livelli di maggiore qualità.
Infine, queste regole possono essere derogate nel caso di vendemmie particolari.
Il discorso che ho fatto è ovviamente a grandi linee e vuole solo dare un’idea, ma è chiaro come in Champagne sappiano di avere un tesoro e facciano di tutto per tenerlo sempre splendente.
A buon intenditor…

13) Gli champagne “bio” sono veri?

Se intendi più puri o più champagne degli altri champagne ti dico assolutamente no.
Vale per il vino e ancor più per lo champagne: evitiamo di far passare il messaggio di certi “talebani” per i quali il vino prima vedo come è fatto e poi ti dico se sia buono o meno, quando, invece, prima dovrei vedere se sia buono o meno e poi, semmai, approfondire come sia fatto. Quindi ribadisco il mio no!


Ecco, ho finito di tediare Alberto con le mie domande, ma la mia curiosità doveva essere soddisfatta e lui è stato un vero gentiluomo.

Abbiamo fatto tutto d’un fiato, nessuna pausa, non ci meritiamo qualcosa da bere?

Mi alzo e vado ad aprire il frigorifero. Dopo queste rivelazioni so che lo champagne che avevo messo a raffreddare verrà apprezzato come si deve.

Ma non posso dirvi qual è…dopotutto anche la Dame ha i suoi segreti!

Grazie Alberto, à la prochaine…

5 Comments

  1. Buongiorn Alberto,ho letto la sua interessante intervista..e devo dire che mi trovo d’accordo con lei quando tra le varie domande sostiene che di champagne si sa’ molto poco in italia anche tra gli stessi operatori…che confondono prosecchi spumanti e champagne…
    mi permetta di chiederle un consiglio…

    per i miei associati faro un percorso formativo e di approfondimento sugli spumanti metodo classico e champagne a partire da ottobre p.v….

    faremo prima un seminario con un’enologo della franciacorta
    che ci parlera di come si assemblano le cuvee’..
    e successivamente terremo 4 incontri sullo champagne..
    strutturati per champagne di :
    corpo
    cuore
    spirito
    amore

    mi suggerisce uno champagne per ogni categoria cosi come la intendeno i francesi che non sia introvabile o costosissimo e che si possa reperire ? sarebbe per me un grande piacere citare tra gli champange ogni volta una sua scelta…

    ps…condivido anche la scelta dei sigari cubani
    ho scelto buon sigaro per chiudere ogni serata per chi ama fumare…
    cordiali saluti.
    Pasquale Brillante.

    • La Dame du Vin says:

      Pasquale,
      appena avro’ le risposte di Alberto gliele inoltro.

      Saluti

    • La Dame du Vin says:

      Buongiorno Pasquale, Le ritrasmetto la risposta di Alberto Lupetti alle domande da Lei poste:

      Gentile sig. Brillante,
      innanzitutto spero abbia avuto di vedere sia la mia guida “Grandi Champagne 2012 ” sia il mio sito http://www.lemiebollicine.com, che potrebbero essere molto utili alla sua iniziativa di approfondimento dello champagne.
      Per la quale le faccio i complimenti e le auguro ogni bene.

      Per quanto riguarda la scelta delle 4 cuvée, vediamo un po’:
      – corpo: Henri Giraud Fut de Chene (la pienezza del Pinot Noir nel rispetto della più rigorosa tradizione champenoise per un vino importante e coinvolgente)

      – cuore: Krug Grande Cuvée (dovrei dire Vintage, ma per evitare cifre importanti dico il fratello minore.
      Anzi, il vino perfetto secondo Joseph Krug, che non può
      non colpirti al cuore…)

      – spirito: Louis Roederer Vintage (senza scomodare il Cristal, l’emblema delle eccezionali
      capacità di questa maison. Ma, soprattutto, un vino talmente buono che rinfranca l’animo)

      – amore: le dò ben 4 scelte scalate per prezzo, poi veda lei, ma son tutti eccellenti
      1) Bollinger Rosé;
      2) Deutz Rosé millésime;
      3) Taittinger Comtes de Champagne Rosé
      4) Dom Pérignon Rosé (rosso per la passione… rosa per l’amore)

      Buon divertimento
      Alberto Lupetti

  2. Delphine says:

    Bellissima intervista. Complimenti e buona giornata!

Leave a Comment